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Le Botteghe Storiche:
un importante elemento
di memoria, una preziosa testimonianza di cultura e tradizione, patrimonio culturale della nostra città. |
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Così diceva Luciano Martin, uno dei più antichi “ragazzi dell’Alzaia”, allegro e possente proprietario di un grandissimo capannone di abbigliamento nuovo e usato, militare e civile. A soli 16 anni, lasciava a Padova la famiglia d’origine e veniva a Milano a cercar fortuna.
Nel 1938 iniziava una sua attività di commercio che consisteva nello scambio di merce con altra merce. Di lì a qualche anno, sposatosi con Bruna, trovò casa e aprì un magazzino in Alzaia Naviglio Grande. Era appena finita la guerra, gli americani avevano lasciato di tutto. Spuntavano i campi ARA dove erano raccolti tutti i residuati bellici. Luciano, con intraprendenza e tenacia, si gettò in questa impresa. Insieme all’acquisto di vecchi teloni dismessi dalle Ferrovie dello Stato e di sacchi usati che contenevano caffè, riso, viti e chiodi e si industriò nella loro trasformazione, riparazione, riadattamento per poi rivenderli ad altre botteghe.
Questo l’inizio del negozio “Tutto per operai”, l’unico nel suo genere che ebbe tra i suoi clienti più importanti l’Alemagna, il Teatro della Scala e soprattutto fu pioniere, grazie a una brillante intuizione della signora Bruna, dell’importazione dei primi jeans dall’America.


